This site uses cookies. By continuing to browse the site you are agreeing to our use of cookies. Find out more here »

Abbiamo aggiornato la nostra liberatoria sulla protezione dei dati personali. Clicca qui per visualizzarla.

Tutto sui grassi

Distinguere fra grassi buoni e grassi cattivi: il segreto sta nel equilibrio.
Print
Tutto sui grassi

Un tempo quando si parlava di grassi era tutto più semplice: i grassi saturi erano i cattivi, i grassi polinsaturi erano i buoni. Poi però la storia si è fatta un po' più complessa e adesso si tende a cercare il giusto equilibrio di grassi, in particolare di due tipi di grassi polinsaturi, gli omega 3 e gli omega 6. Innanzitutto, un po' di terminologia: i nomi ‘omega 3’ e ‘omega 6’ si riferiscono alla struttura chimica dell'acido grasso, ma esistono più acidi grassi omega 3 e omega 6, non solo uno. Inoltre, fra i due gruppi non ce n'è uno più cattivo dell'altro; al contrario, ognuno di essi contiene acidi grassi ‘essenziali’, ossia che l'organismo non sa produrre e quindi devono essere assunti con l'alimentazione. Se consumati nelle giuste quantità e proporzioni, gli acidi grassi essenziali concorrono a favorire la crescita, la vista e le funzionalità cerebrale.

Il problema è che nella nostra alimentazione questo equilibrio non c'è: tendiamo a consumare troppo pochi omega 3 rispetto agli omega 6. E se non c'è equilibrio, il benessere fisico ne risente.

Non è sempre stato così: i nostri antenati mangiavano grandi quantità di verdura, frutta in guscio e pesce e molto probabilmente l'equilibrio di omega 3 e 6 era molto più corretto rispetto al nostro.

Negli ultimi 150 anni gli alimenti e le nostre abitudini sono talmente cambiati che è diventato più difficile assumere la quantità di omega 3 necessaria a compensare gli omega 6. Uno dei principali responsabili di questo squilibrio è l'eccessiva presenza nella dieta di alimenti industriali pieni di grassi saturi (cibi fritti, al forno, condimenti e dolci) e uno scarso consumo di pesce e di altre fonti di grassi buoni.

Se potete, cercare di mangiare più pesce per aumentare l'apporto di grassi buoni. Se non siete abituati a cucinarlo spesso, cominciate con del tonno o del salmone in scatola, che possono essere usati in molti piatti al posto del pollo (ad esempio primi piatti e pasticci). Se non riuscite a consumare pesce almeno qualche volta la settimana, potete valutare l’opportunità di ricorrere a un integratore di olio di pesce.

Frutta in guscio e semi sono naturalmente ricchi di grassi salutari e possono essere consumati come spuntino. Sostituendo biscotti e patatine fritte con della frutta in guscio, aumentate i grassi buoni e diminuite quelli cattivi.

Susan Bowerman, MS, RD, CSSD. Susan è direttrice del Training Nutrizionale Herbalife.


it-IT | 18/06/2018 15:37:25 | NAMP2HLASPX04